
Il complesso vulcanico del Somma-Vesuvio, che costituisce
un esempio di vulcano a recinto, si è formato durante il pleistocene ed ha
iniziato la sua attività circa 300.000 anni fa. L’attuale cima meridionale
che corrisponde al Vesuvio propriamente detto, ha avuto origine in seguito
al collasso della cima, alta forse 2000 metri, durante una violenta eruzione
avvenuta circa 18.000 anni fa. Attualmente le due cime, Monte Somma (1132m)
e Vesuvio (1281 m), sono divise da un avvallamento lungo quasi 5 km e largo
500 metri, diviso in due versanti, uno detto Atrio del Cavallo che scende
verso ovest in direzione di San Sebastiano e l’altro, detto Valle dell’Inferno,
che si dirige ad est verso Terzigno. All’imboccatura dell’Atrio del Cavallo,
chiamato così perché in questo luogo
si
fermavano a stazionare i cavalli che accompagnavano i turisti in visita alla
sommità del vulcano, vi è la cupola lavica del Colle Umberto che si è originata
tra il 1895 ed il 1899 in seguito ad un’ennesima
eruzione
che ha cambiato ulteriormente l’aspetto già più volte mutato del vulcano.
L'attività eruttiva del vulcan tra i più
pericolosi al mondo, è abbastanza versatile poichè a periodi
di quiescenza si alternano periodi eruttivi più o meno intensi. Fu
proprio una eruzione violenta, di tipo pliniano, che nel 79 d.C. distrusse
completamente le città di Pompei, Ercolano, Oplonti e Stabia. Prima di allora,
vi erano state almeno altre due eruzioni di questo tipo: nel 5960 a.C. e nel
3580 a.C., forse le due più violente eruzioni che siano mai avvenute in Europa.
Dopo il 79 d.C., il Vesuvio ha avuto almeno altre 36 eruzioni più o meno violente,
due delle quali, nel 472 d.C. e nel 1631, sono state davvero catastrofiche.
Attualmente il vulcano è ricoperto per buona parte da una ricca e varia vegetazione
e lo spettacolo che si apre agli occhi del visitatore durante il periodo di
fioritura delle ginestre, fine giugno-inizio luglio, è davvero incantevole.
Fortunatamente l’attività del Vesuvio è tenuta sotto stretto controllo dell’Osservatorio
Vesuviano, che inaugurato nel 1845 da Ferdinando II di Borbone, Re del
Regno delle Due Sicilie, fu il primo osservatorio sismico istituito al mondo
e sin da allora assicura una costante e dettagliata osservazione dell’attività
non solo del Vesuvio ma dell’intera area vulcanica della regione Campania.
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© Maria Sannino Tutti i diritti riservati