Insula IV
Casa dell'Atrio a Mosaico
Vi si trova uno degli atri più belli di Ercolano. Il pavimento è decorato con un bellissimo tassellato bianco-nero a disegni geometrici. Vi si alternano vari emblemi a formare una scacchiera con rettangoli alternati bianchi e neri. Il pavimento purtroppo è avallato a causa del forte peso del materiale eruttivo depositatovi. Il tablinio che segue l'atrio è a pianta basilicale con tre navate separate da una doppia fila di pilastri con capitelli corinzi. Le decorazioni delle pareti sono di IV stile su fondo bianco. Il portico cinge un giardino con al centro una vasca con fontana.
Casa del'Alcova
Questa abitazione presenta due ingressi di cui uno al piano superiore. Essa è posizionata tra due quartieri e nel lato settentrionale presenta un'ala finemente decorata che si immette in un atrio scoperto che comunica con un altro coperto che riceve luce da un cortile sul quale si affacciano vari ambienti meno signorili rispetto a quelli che si trovano nella parte meridionale della casa. E' in questa zona infatti che si trova l'alcova appartata preceduta da un'anticamera.
Casa della Fullonica
Questa casa è una delle più antiche di Ercolano, e parte di essa è stata adibita nell'ultimo periodo, ad attività commerciali. Vi si notano due stili, il primo risalente alla prima fase di età preromana in cui le decorazioni dei due oeci che si affacciano sull 'atrio tuscano sono di I stile pompeiano. A sinistra dell'atrio coperto si notano subito le due vasche per il lavaggio dei panni (fullonica) che qui erano installate, mentre sul lato che affaccia sulla strada vi sono due ambienti adibiti ad officina e bottega.
La casa dei Cervi
Scavata da Amedeo Maiuri tra il 1929 ed il 1932 è una delle più belle case di Ercolano. A più piani con vista sul golfo, questo edificio è considerato il miglior esempio di villa marittima trasformata da casa tradizionale in dimora più monumentale. Appartenuto a Q. Granius Verus, è chiamato così perchè nel suo giardino furono ritrovati due gruppi scultorei simmetrici raffiguranti dei cervi assaliti da cani. L'ingresso si immette in un piccolo atrio coperto che disimpegna il quartiere signorile da quello di servizio. Sul lato destro vi è la scala che porta al piano superiore. Dall'atrio parte un corridoio che conduce da un lato alla ben conservata cucina e dall'altro ad un grande criptoportico finestrato o peristilio, che fa da collegamento ai vari ambienti e circonda il bellissimo giardino. In questo portico sono collocati due tavoli circolari marmorei e alcune sculture tra cui i cervi, l'Ercole ubriaco ed il Satiro con l'otre da cui sgorgava l'acqua di una fontana. Esso è formato da quattro arcate, è ornato da mense marmoree, ed ha pareti affrescate su cui erano collocati circa 60 quadretti dipinti in IV stile che rappresentavano scene di paesaggi, nature morte o amorini. Questi quadri vennero in parte rimossi dai borboni: ne sono rimasti soltanto nove, mentre altri trentuno sono ora conservati nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Sul lato nord del giardino vi è un grande salone con pavimento in marmo pregiato.
Botteghe
Tra le varie botteghe di questo quartiere, vi sono banchi vendita di cereali e taberne. All'incrocio tra il V cardine ed il Decumano inferiore, in prossimità della fontana pubblica decorata con la testa di Nettuno tra due delfini, vi è la Grande Taberna, il grande termopolio di un ricco gestore che presenta un banco di vendita in marmo, arretrato rispetto al frontale stradale per offrire riparo ai clienti i quali potevano addirittura sedersi e consumare dei pasti. Negli interni, su una delle pareti vi è una singolare iscrizione graffita che così riporta:" Diogene il Cinico, nel vedere una donna travolta da un fiume, esclamò: Lascia che un malanno sia portato via da un altro malanno". La bottega è collegata ad una casa affrescata in V stile con decorazioni ben conservate.
Una seconda bottega, anch'essa dotata di banco vendita con dolii parzialmente interrati, ha un ripostiglio infossato per conservare le derrate ricoperturo in cocciopesto. Una delle pareti presenta un affresco raffigurante il padrone dell'osteria. Un grande Priapo teneva lontano il malocchio da questo ambiente.
Per vedere delle belle foto degli Scavi Archeologici e articoli correlati , visitate i seguenti siti:
http://wings.buffalo.edu/AandL/Maecenas/italy_except_rome_and_sicily/herculaneum/section_contents.html
http://www.theplumber.com/pom.html
http://www.channel4.com/history/microsites/P/pompeii/programme.htm#herc
http://whc.unesco.org/en/list/829
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