Chiesa di Sant'Agostino

Detta anche Santa Maria della Consolazione, e' un edificio che risale al 1613. Fu edificato dagli Eremitani Scalzi dell'ordine di Sant'Agostino, che avevano ricevuto in dono dal Conte Scipione de Curtis il fondo rustico su cui si erge l'edificio. In prossimita' di questa Chiesa, durante il periodo Borbonico, fu rinvenuta una pietra miliare che segnava l'inizio del sesto miglio durante il periodo di Adriano. Essa e' conservata attualmente nella sezione epigrafica del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, e si e' rivelata una importante testimonianza della riapertura della strada che da Napoli portava a Salerno, nel secondo secolo dopo Cristo, a dimostrazione che la vita, dopo la distruzione della citta', era in qualche modo ripresa in questa zona.
La chiesa, che compare sulla mappa del duca di Noja (1775) insieme ad un chiostro annesso al convento degli agostiniani, e' di chiaro stile barocco napoletano. Al suo interno sono conservate opere molto belle di fattura squisita, come La fuga in Egitto, attribuita allo Zingarelli, i dipinti che riprendono il Santo Agostino, attribuiti a Luca Giordano e il dipinto della Vergine che appare a San Nicola da Tolentino firmato da Antonio Sarnelli (1778). La chiesa e' costituita da una navata con la volta affrescata da dipinti incorniciati da decorazioni a stucco di colore bianco o dorato. Sui due lati della navata si aprono quattro cappelle che contengono i dipinti descritti in precedenza. L'altare maggiore, realizzato in marmo, e' del ·00 ed ospita un trono su cui e' collocata una copia del seicento di un dipinto di epoca bizantina su tela raffigurante la Madonna della Consolazione, da cui la chiesa prende il nome. Purtroppo nel mese di Aprile 2002, la chiesa e' stata derubata e sono stati portati via parecchi oggetti di valore del '700.